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L'affaire CoDiSu...
inchiesta sul funzionamento
della distribuzione dei fondi per le
attività studentesche
Intervista ad
Alessandro Marrone e Mario Melillo -
Liberamente
Intervista ad
Antonio De Napoli -
360°
Intervista ad
Andrea Isoldo -
rappresentate
Scienze Politiche
Intervista a
Fabrizio Colletti -
rappresentante
Giurisprudenza
Intervista a
Daniele Pelli -
rappresentante
al CdA
Intervista
alla Prof. Rossella Borgia -
delegata
del Rettore per la CoDiSu
L'affaire
CoDiSu...
Intervista
ad Alessandro Marrone e Mario
Melillo, condirettori di LiberaMente
di Nello Verde
(18/12/05)
Che significa “furbetti del
quartierino”?
È un’espressione di Ricucci e
company ripresa dal Sole 24 Ore. Più
che altro è un’analogia con alcune
persone che furbescamente hanno
fatto determinati giochi nei loro
interessi. (Melillo)
Chi sono queste persone?
Diamo questa accezione
specificatamente ai rappresentanti
degli studenti in CoDiSu, gli altri
non sono assolutamente coinvolti in
questa definizione. (Melillo)
Intitolare l’articolo “I furbetti
del quartierino” riferendo
l’accezione “furbetti” ai
rappresentanti è corretto?
Il titolo deve avere quel giusto
pepe per indurre per indurre il
lettore a leggere. È chiaro che è un
titolo ironico con nulla di
offensivo. Ci tengo a puntualizzare
che non c’era nessuna volontà di
mettere in dubbio l’onestà di
nessuno, mettiamo in evidenza la
scelta politica di non aver
rispettato le promesse, gli impegni
presi pubblicamente con gli
elettori. (Marrone)
Cosa è cambiato nel giornalismo
in Luiss? Ritieni che si evidenzi un
vincolo eccessivo con i
rappresentanti in base agli accordi
pre-elettorali?
E’ una questione
fondamentalmente economica: la Luiss
attraverso la CoDiSu dovrebbe
cercare di finanziare il maggior
numero di progetti validi su base
meritocratica.. Mi chiederei se è
giusto avere dei legami forti con i
rappresentanti della CoDiSu per far
approvare i progetti. Secondo me è
sbagliato. Sarebbe giusto mantenere
la promessa di una ripartizione equa
e proporzionale dei fondi tra le
realtà esistenti fatta in campagna
elettorale. (Melillo)
Quanti e quali candidati ha
appoggiato LiberaMente?
Pelli al CdA, Nicolosi a Scienze
Politiche triennale, Di Benedetto
allo Sport, Isoldo alla laurea
specialistica di Scienze Politiche.
(Entrambi)
Non è vero che LiberaMente sia
stato protagonista di una campagna
elettorale piuttosto scorretta e per
questo si trovi in difficoltà?
Alle voci non diamo peso.
(Entrambi)
Perché ritieni scorretta la
posizione di 360°?
Il problema non è la posizione
di 360°, il problema che noi abbiamo
posto è che è stata fatta una scelta
politica dai rappresentanti degli
studenti contraria al pluralismo,
ovvero di assegnare più di un terzo
dei fondi ad un unico giornale
mentre avevano promesso
pubblicamente una ripartizione equa
e proporzionale dei fondi tra tutte
le attività esistenti. È stata fatta
una scelta di quasi monopolio.
(Marrone)
360° è monopolista?
Non vi è monopolio di fatto in
quanto ci sono due giornali con
stesso numero di redattori e di
uscite. C’è un monopolio nell’uso
delle risorse. (Marrone)
Come si finanzia LiberaMente
quest’anno?
Con le quote associative del
Circolo Università di Roma, che è
formato esclusivamente da studenti
Luiss, con gli sponsor, e con il
contributo volontario di dieci euro
dato dalla stragrande maggioranza
dei 136 studenti Luiss venuti a
Sorrento. (Entrambi).
Non ritieni che il problema sia
da imputare più alle disposizioni
del regolamento della CoDiSu, che
obbligano a trovare accordi con i
rappresentanti, piuttosto che
all’incoerenza dei rappresentanti?
Il regolamento non vincola i
rappresentanti, è una scelta
politica. In campagna elettorale
avevano promesso il pluralismo ma
ora danno 8.500 euro ad un giornale
e 1.000 ad un giornale non ancora
nato e nulla agli altri esistenti.
Abbiamo appoggiato delle persone che
non hanno dato seguito a una
promessa di pluralismo reale.
(Marrone)
Il regolamento non vincola a fare
accordi pre-elettorali del tipo “do
ut des”. (Melillo)
La vostra tesi, sostanzialmenge,
è che ci sia monopolio nella
distribuzione dei fondi non causato
dal regolamento ma dall’incoerenza
dei rappresentanti?
Esattamente. (Entrambi)
Se solo Mercurio e Veliero, e non
LiberaMente, fossero stati vittima
di questi tagli avreste comunque
intrapreso questa “crociata”?
Sì certo anche perché sono tre
anni che noi conduciamo questa
battaglia per il pluralismo.
(Entrambi).
****
Intervista ad
Antonio De Napoli, direttore di 360°
di Nello Verde
(18/12/05)
Cosa pensi
come studente e come persona
impegnata nell’ambito giornalistico
universitario della definizione
“furbetti del quartierino”?
Da studente sono amareggiato e
deluso dal fatto che ci siano
persone nella mia università che
“lavorano” usando simili
espressioni, specie se da un
giornale. Da persona che si occupa
di università attraverso un giornale
penso che alcune cose vadano
dimostrate su argomentazioni valide,
non su giudizi di valore e idee
personali, che lasciano il tempo che
trovano.
A chi pensi
si riferisca?
Chi ha usato questa espressione
ha indicato chiaramente a chi fosse
riferita.
Intitolare
l’articolo “I furbetti del
quartierino” riferendo l’accezione
“furbetti” ai rappresentanti è
corretto?
No, non è corretto. Ricordo che
le accuse erano rivolte a
rappresentanti che fanno parte
integrante di un organo
istituzionale come la CoDiSu. Si
mette in dubbio l’operato di un
organo istituzionale Luiss, composto
dal Rettore, da tre professori e tre
studenti. Ciò che non mando giù è
che i primi a essere presi in giro
in questa vicenda sono proprio gli
studenti.
Cosa è
cambiato nel giornalismo in Luiss?
Ritieni che si evidenzi un vincolo
eccessivo con i rappresentanti in
base agli accordi pre-elettorali?
Nel giornalismo
in Luiss non è cambiato nulla.
L’anno scorso sono nate delle belle
iniziative editoriali che spero
continuino anche questo anno,
Mercurio stesso ne è una prova
lampante.
I rappresentanti portano negli
organi di rappresentanza ciò che
ritengono opportuno sulla base delle
loro convinzioni. Sono gli studenti
a doverli giudicare giorno per
giorno. Io non vedo grandi vincoli.
Basta riflettere su un dato di
fatto: alcuni giornali in Luiss
continuano ad uscire anche senza
finanziamenti della CoDiSu... da
dove arrivano questi finanziamenti?
Sono convinto che gli studenti siano
molto più intelligenti di quanto
qualche condirettore pensi.
Alle ultime
elezioni 360° ha appoggiato dei
candidati?
360° è un giornale
universitario, strumento di
comunicazione e informazione per
tutti gli studenti della nostra
università. Questo gruppo di
studenti, in qualità di giornale,
non ha appoggiato nessun candidato.
C’è una differenza abissale fra il
rivendicare qualcosa perché si è
fatta campagna elettorale
formalmente come giornale(come ha
fatto un giornale recentemente) e il
sostenere serenamente, come sta
facendo il sottoscritto, che chi
scrive per un giornale a titolo
personale vota e fa votare. Antonio
De Napoli ha appoggiato dei
candidati, il direttore di 360° non
ha appoggiato nessuno: c’è una
profonda differenza fra le due cose.
Perché pensi
che LiberaMente ritenga scorretta la
posizione di 360°?
Non vorrei sembrare scortese, ma
ciò che pensa Liberamente di 360° è
l’ultimo dei miei pensieri. Mi
interessa ciò che pensano gli
studenti che continuamente ci
manifestano il loro pensiero sul
nostro operato.
Ritieni
fondate le “accuse” di LiberaMente?
Ritengo le accuse di Liberamente
infondate, perché basate su fatti
che esistono solo nella loro testa.
Le loro argomentazioni sono davvero
ridicole: in base al loro
ragionamento solo chi sostiene un
candidato ha diritto a finanziamenti
in CoDiSu! Il singolo studente che
non vota nessuno ma presenta un
progetto validissimo e meritevole di
grande attenzione, dove lo mettiamo?
Lo rifiutiamo solo perché non si è
schierato? Torno a dire che per gli
studenti non sarà difficile farsi
una idea molto più completa della
vicenda.
Pensi che i
principi del pluralismo siano stati
rispettati?
La CoDiSu ha deliberato in base
a precise norme. Non sono stati
finanziati molti dei progetti
presentati, ma c’è stata una ratio
precisa in ciò che è stato fatto. È
troppo facile invocare la bandiera
di pluralismo a proprio piacimento,
a seconda del caso.
Non ritieni
che il problema sia da imputare più
alle disposizioni del regolamento
della CoDiSu, che obbligano a
trovare accordi con i
rappresentanti, piuttosto che
all’incoerenza dei rappresentanti?
Non mi sembra che il regolamento
CoDiSu obblighi i rappresentanti a
fare accordi pre-elettorali.
Riguardo incoerenza o meno dei
rappresentanti, torno a dire che il
loro istituto si fonda sulla fiducia
che gli studenti gli accordano con
il loro voto. Condivido invece il
metodo dell’unanimità che la CoDiSu
adotta per prendere le decisioni.
****
Intervista ad
Andrea Isoldo, rappresentante degli
studenti alla facoltà di Scienze
Politiche (lauree specialistiche)
di Stefano Renzetti
(18/12/05)
Puoi
spiegarci come si è svolta la seduta
della CoDiSu del Luglio 2005?
La seduta della CoDiSu aveva
all’ordine del giorno l’approvazione
dei progetti riguardanti le attività
condotte ed organizzate da noi
studenti. La politica che la giunta
intendeva seguire era il pluralismo
informativo. Si voleva cioè
ripartire i fondi per il maggior
numero possibile di giornali. Il
problema è stato di tipo economico:
le richieste di finanziamento erano
pari a 225.000€ circa, mentre la
cifra a disposizione era di 25.000€.
Con questa somma dovevano essere
finanziate inoltre il cineforum, le
feste ed altre attività associative.
Purtroppo avevamo uno spazio molto
limitato per agire e, in prima
persona, mi sono impegnato a far
passare l’interpretazione estensiva
della norma che vieta le
sponsorizzazioni per le attività
finanziate dalla CoDiSu In sostanza,
se questa linea fosse passata, le
associazioni avrebbero dovuto
fornire un bilancio separato sul
modello della Rai: uno con il
resoconto sull’utilizzo dei fondi
CoDiSu ed uno riguardante le
pubblicità. I motivi per cui non è
passata la linea del pluralismo
informativo sono molteplici; prima
di tutto la CoDiSu decide
all’unanimità, e per questo le
resistenze di alcuni rappresentanti
e del Rettore sono state decisive.
Ed inoltre c’è stata un’accesa
discussione sul ruolo e sul peso
effettivo dei rappresentanti
all’interno della CoDiSu A quel
punto il Rettore, notando una
divergenza di visioni tra i
rappresentanti ha preferito
rimandare tutto a Settembre 2005,
cioè alla riunione che si sarebbe
svolta con la delegata del rettore,
la prof. Rossella Borgia.
Qual è il
tuo ruolo all’interno della CoDiSu?
Il mio ruolo è quello di
appoggiare le istanze degli studenti
di Scienze Politiche e delle lauree
magistrali, in quanto unico delegato
per i corsi di laurea specialistica.
Specialmente questo mio ultimo
compito è quello a cui tengo di più
in quanto Postgrad è un progetto del
tutto nuovo da tutelare in modi e
forme ben determinati.
Qual è il
criterio della ripartizione dei
fondi?
Ci sono criteri formali come il
numero delle firme che accompagnano
i progetti e l’appoggio di almeno
uno dei rappresentanti del nostro
ateneo attraverso la firma, il cui
rispetto è fondamentale per
concorrere alla ripartizione dei
fondi. Noi abbiamo sempre preferito
che entrambi questi criteri fossero
presenti nelle domande. Poi bisogna
operare delle scelte: si scelgono
cioè argomenti “sensibili” che nelle
ultime sedute lo stesso Rettore ha
indicato e riteneva importanti.
Faccio qualche esempio: è stata
finanziata l’associazione Magyster
per favorire le attività degli
studenti delle lauree magistrali, in
quanto sono una novità assoluta per
l’ateneo. Stesso discorso per il
progetto Numm, il quale è stato
sovvenzionato affinché potesse avere
una qualche visibilità all’interno
della Luiss. Questo progetto inoltre
ha goduto di fondi nonostante non
fosse appoggiato da nessun
rappresentante, poiché nessuno di
noi era al corrente del fatto che si
potessero dare finanziamenti a
questo tipo di progetti. Un altro
criterio è che nessun gruppo di
studenti può avere più di due
progetti, per questo le feste, per
la prima volta, sono state divise
tra due progetti. Per il cineforum
invece abbiamo favorito il progetto
meno dispendioso per l’università.
Perché
alcuni progetti sono rimasti
esclusi? Avevano vizi di forma?
Si, la maggior parte dei
progetti che sono stati esclusi
avevano vizi di forma ed altri
avevano vizi sostanziali nel senso
che facevano richieste esagerate.
Cosa ne
pensi dell’articolo apparso sulle
colonne di LiberaMente, dato che sei
stato chiamato direttamente in
causa?
Io lo divido in due articoli: il
primo, quello apparso sulla colonna
di sinistra, che raccontava come si
sono svolti i fatti lo condivido
perché fa informazione, il secondo
invece, quello dedicato al
cosiddetto dossier CoDiSu,
preferisco non commentarlo in quanto
è un articolo offensivo e ci
sarebbero risvolti penali da
affrontare, anche perché non penso
che sia questa la sede per provare
la mia onestà, che viene comprovata
dai miei collaboratori e dal mio
comportamento che è a verbale in
CoDiSu. E poi non penso che sia un
articolo di informazione a tutto
tondo perché non approfondisce
alcune tematiche che si limita solo
ad accennare, come ad esempio i
motivi sul fallimento della riunione
della CoDiSu di luglio. Non si sono
chiesti, ad esempio, quante fossero
le richieste. Insomma, si è voluto
scegliere la strada dell’attacco
personale verso determinate persone
venendo meno al dovere di
informazione, obiettivo di ogni
testata giornalistica.
A che punto
è l’attuazione del tuo programma?
Il mio programma è l’insieme di
tutte le istanza che sono andate
emergendo e di tutte i problemi che
via via emergono in un progetto in
itinere come quello di Postgrad.
Siamo sulla retta via per quanto
riguarda il discorso delle tesi e
degli stage ad esse collegati,
abbiamo risolto il problema dell’
insegnamento delle lingue, cercando
una migliore organizzazione dei
corsi nei tre semestri. Resta ancora
molto da fare, soprattutto per
quanto riguarda la rappresentanza in
Senato Accademico, Radio Luiss e
tante altre cose.
Credi nella
presenza di una lobby all’interno
della CoDiSu, cosi come si evince
dagli articoli di LiberaMente?
Dopo le elezioni di due anni fa
questa università è stata soggetta
ad una sorta di dittatura, poiché
una lista aveva sette rappresentanti
e qualsiasi progetto che non andava
bene a queste gruppo di persone
anche esterne, cito tranquillamente
il nome di Graziano Gallitto e Marco
Iannò, persone non legittimate
democraticamente dagli studenti,
veniva bocciato. L’unico che si
opponeva a tutto questo fu Antonio
Somma. Quest’anno invece le due
liste combattevano ad armi pari e
sostanzialmente hanno pareggiato,
per questo non possono crearsi
lobby, perché si scontrano interessi
provenienti da facoltà, da persone,
da gruppi diversi. E per questo
motivo i progetti da presentare in
CoDiSu non vengono predefiniti,
firmati e concordati a casa di
qualcuno ma sono il frutto di una
contrattazione assolutamente
formativa per noi rappresentanti.
****
Intervista a
Fabrizio Colletti, rappresentante
degli studenti alla facoltà di
Giurisprudenza (lauree triennali)
di Marco Magini
(18/12/05)
Quali sono
stati i criteri per la scelta del
finanziamento di alcuni progetti
piuttosto che altri?
Abbiamo privilegiato criteri
oggettivi: alcuni progetti
presentavano varie defezioni
strutturali su punti chiaramente
richiesti nel bando come i
preventivi e le firme, e anche se ci
siamo adoperati per regolarizzare
alcuni progetti in corsa, crediamo
che la legge vada sempre e comunque
rispettata. Ci siamo poi trovati a
dover far fronte ad una richiesta
che era sproporzionata rispetto alle
disponibilità e abbiamo dovuto far
delle scelte per quanto dolorose
anche perché avevamo una
disponibilità di 20.000€ e richieste
per 160.000€.
Cosa ne
pensi della polemica di LiberaMente?
Comprendo perfettamente i motivi
della polemica ma avendo fondi così
limitati c’è sembrato giusto
favorire il giornale da più anni al
lavoro e che ha dimostrato nel tempo
di lavorare bene ed essere
apprezzato dagli studenti.
Per quanto riguarda il finanziamento
di Magyster, è servito a colmare
quella che era una lacuna della
nostra università: la presenza di un
giornale che fosse emanazione dei
corsi di laurea magistrali.
Credi sia
giusto che i rappresentanti
favoriscano determinati soggetti
piuttosto che altri?
Mi è sembrato giusto mantenere
gli impegni presi con gli elettori
durante la campagna elettorale:
avevo promesso di far approvare i
progetti delle associazioni che mi
avevano dato sostegno e così è
stato. Credo che chi come me ha
ricevuto un mandato popolare sia
tenuto a mantenere gli impegni
presi.
****
Intervista a
Daniele Pelli, rappresentante degli
studenti al CdA
di Davide Guttoriello
(18/12/05)
Com’è il
rapporto con la palazzina?
Un rapporto costruttivo e di
collaborazione verso tutte le
iniziative che cerchiamo di fare
insieme.
Ti
ricandideresti di nuovo?
A sei mesi dall’elezione non
saprei dare una risposta, ma di
certo questa è un’esperienza molto
formativa, che mi sta facendo
maturare personalmente e umanamente.
Volendo
tirare un bilancio della tua
attività di rappresentante, anche se
prematuro, quali consideri le tue
vittorie e le tue delusioni?
La vittoria è Radio Luiss.
La delusione è il non trovare
nessun compromesso con l’accademia
sull’appello unico di Aprile.
Cosa pensi
dell’articolo apparso su LiberaMente
in merito alla questione
dell’attribuzione dei fondi per le
attività degli studenti?
Penso sia stato un articolo
contraddittorio e fuori luogo,
contenente un’accusa infondata,
probabilmente formulata con
leggerezza e inconsapevolezza. Della
commissione istituzionale che regola
la distribuzione delle risorse per
le attività studentesche non fanno
parte solo gli studenti, ma anche i
professori, e le decisioni non
vengono prese a maggioranza ma
esclusivamente con l’unanimità.
Quindi neghi
che ci sia stata parzialità nelle
decisioni della commissione, come
invece sostiene l’articolo di
LiberaMente?
Nel modo più assoluto. I fondi
sono stati assegnati a progetti
meritevoli, proposti da gruppi che
hanno già lavorato in passato come
360°, e progetti sui quali abbiamo
deciso di puntare per il forte
contenuto innovativo come Magyster.
Ci puoi
illustrare brevemente i criteri di
attribuzione dei fondi della
commissione?
Abbiamo cercato di ripartire i
fondi nella maniera più equa
possibile, da una parte dando
continuità a chi ha già lavorato
bene in passato dimostrando il
proprio valore, e dall’altra
offrendo spazio ai progetti più
innovativi. Abbiamo cercato poi di
difendere il principio del
pluralismo informativo facendo in
modo che anche gli studenti delle
facoltà magistrali potessero dire la
loro con Magyster, e per quanto
riguarda le feste abbiamo diviso le
sovvenzioni tra triennali e
magistrali.
A che punto
è l’attuazione del tuo programma?
Fin’ora, in sei mesi, sono stati
realizzati tre dei cinque obiettivi
che comparivano sul mio programma.
Innanzitutto, ha preso il via
l’ambizioso progetto di Radio Luiss,
oramai avviato con il coinvolgimento
e la partecipazione di tantissimi
studenti; ho avuto il piacere di
poter collaborare con diversi
rappresentanti, in particolare
Lorenzo Nicolosi che mi ha sempre
appoggiato, per ottenere il
prolungamento della sessione d’esami
con un appello straordinario; infine
ci siamo impegnati per migliorare la
qualità dei servizi offerti
dall’università, come ad esempio
l’aggiornamento del parco computer e
la manutenzione delle aule (supporti
per la scrittura per mancini etc.)
Un ultima
domanda, per i rotocalchi… è vero
che la carica di rappresentante
attira le donne?
Assolutamente no! Avere il tempo
per le donne…
****
Intervista alla
Prof. Rossella Borgia, delegata del
Rettore alla Presidenza della
commissione per il diritto allo
studio
di Marco Magini
(18/12/05)
Professoressa Borgia, qual è il
regolamento alla base della
distribuzione dei fondi destinati al
diritto allo studio?
Non c’è nessun regolamento alla
base della distribuzione, poiché
sono fondi assegnati dalla regione
Lazio e sono in gran parte fondi
vincolati che ci obbligano a
destinare alle borse di studio che
vengono assegnate agli studenti in
base a criteri di merito e di
reddito prefissati dalla regione. In
realtà la nostra discrezionalità è
praticamente zero, rispondiamo
soltanto della corretta redazione
delle graduatorie. Ci sono poi i
contributi non vincolati che
possiamo decidere di destinare ad
altri servizi agli studenti come
contributi per l’alloggio, mensa,
trasporto. Noi non abbiamo ancora
una residenza universitaria anche se
mi auguro che questa lacuna sia
colmata al più presto.
E per quanto
riguarda i progetti presentati dagli
studenti? Chi li finanzia e qual è
stato il criterio che ha portato a
sceglierne alcuni piuttosto che
altri?
Abbiamo altri fondi, messi a
disposizione dalla Luiss, che siamo
incaricati di gestire. Sono fondi
utilizzati in parte per attività
culturali, in parte per il part-time
e in parte per il servizio sanitario
e la videoteca. L’Università ci da
in ogni caso delle indicazioni di
massima per l’utilizzo.
Quindi sono
soldi dell’Università…
Si, e l’università c’ha dato
come criterio direttivo quello di
privilegiare quelle iniziative che
fossero formalmente ben presentate e
quello di non creare duplicazioni.
S’era verificato, per quanto
riguarda l’ultima assegnazione di
fondi, la presentazione di progetti
per più di dieci giornali, che, per
quanto ognuno abbia il diritto di
esprimere le proprie opinioni, per
una università piccola come la
nostra mi pare un po’ eccessivo… poi
abbiamo cercato di finanziare anche
attività d’altro tipo come il
cineforum e le feste. Ogni volta che
si cambiano i rappresentanti c’è
sempre un po’ do confusione ma alla
fine gli studenti riescono sempre a
trovarsi d’accordo e a presentare un
progetto unitario e concordato.
C’è stata
polemica da parte di Liberamente
perché l’anno passato gli erano
stati assegnati fondi mentre quest’anno
la richiesta è stata bocciata…
Non abbiamo tolto a Liberamente,
abbiamo approvato un progetto che i
rappresentanti delle tre facoltà
hanno assicurato essere stato
concertato fra tutti i rappresentati
degli studenti.
I
rappresentanti hanno quindi un peso
rilevante…
Certo, noi abbiamo il dovere di
credere che essi siano davvero
rappresentanti di quelli che sono
gli interessi generali.
Pensa che il
regolamento per l’attribuzione dei
fondi per le attività culturali sia
da cambiare?
Noi l’abbiamo elaborato,
sottoposto ed approvato in sede di
commissione e non ha mai creato
problemi, ma se emergesse la
richiesta di cambiarlo in un senso o
nell’altro ci sarebbe la nostra
piena disponibilità nel farlo.
****
L'affaire CoDiSu...
di Marco Magini e
Nello Verde
(18/12/05)
L’ultimo numero
di Liberamente ha sollevato il
problema dei finanziamenti alle
attività degli studenti: nello
specifico s’è soffermato
particolarmente sul mancato
finanziamento al loro progetto e
sull’aumento di fondi in favore di
360 gradi.
Abbiamo quindi deciso di svolgere
un’inchiesta per fare luce sulle
reali dinamiche che hanno portato a
questa decisione: per una scelta
redazionale abbiamo deciso di
privilegiare i fatti alle
chiacchiere di corridoio, per
arrivare a comprendere qualcosa
attraverso interviste ai diretti
interessati e capire fino in fondo
in funzionamento e la struttura
dell’organo.
Non abbiamo né desiderio di rivalsa,
né questa vuol essere una polemica
verso niente o nessuno, da parte
nostra c’è solo un desiderio di
chiarezza verso un problema che
riguarda tutti gli studenti.
Come spiegatoci dalla Prof. Rossella
Borgia presidente della commissione
per il diritto allo studio, s’è
fatta un po’ di confusione tra
quello che è la CoDiSu, una legge
regionale i cui fondi sno
prevalentemente vincolati, e i soldi
assegnati alle attività proposte
dagli studenti, che sono soldi Luiss
la cui destinazione è decisa, per
delega, dalla Commissione per il
diritto allo Studia composta da: il
delegato del rettore, tre docenti e
i tre rappresentanti.
Quello che ai nostri occhi appare
anomalo è il fatto che il favore dei
rappresentanti degli studenti sia
l’unico mezzo disponibile per far
approvare un progetto.
Non ci stiamo scagliando contro
l’operato dei rappresentanti:
riteniamo infatti che sia il
regolamento a portare
necessariamente a queste dinamiche
clientelari e che la riforma debba
partire dal regolamento stesso, e
non da sterili polemiche.
Riteniamo quindi che ci sia stata
una grande confusione
sull’argomento: Liberamente ha
montato una polemica eccessiva e
deontologicamente scorretta, poiché
argomentata con fatti incompleti e
non veri.
Anche dall’altra parte però emerge
una certa incomprensione della
materia, speriamo quindi che questa
inchiesta possa fa luce sui fatti e
far riflettere sui toni. |