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  • Liberarsi dalla trappola della paura

    Di Marco Buquicchio

    Paura! E tutto cambia. Non siamo più lucidi.
    Fuggiamo!
    La paura è un’emozione cosi potente (radicata nel nostro cervello primordiale, quello rettile), da abbassare il livello di coscienza.
    Lo sanno bene i media, che non fanno altro che divertirsi ad instillare nella nostra testa nuove paure, per meglio controllare le nostre coscienze. Paura del terrorismo, paura della morte, paura della povertà, paura del caldo che fa, il 15 agosto nel Sahara!! Paura del freddo la notte di natale nella tundra. Paura del futuro, paura di esprimere sé stessi….
    E tutti che cercano di reprimere la paura.
    Ma le emozioni non vanno represse, cosi facendo, le si alimenta. Perché ? Semplicemente perché si dà loro importanza: ci pensiamo. Le emozioni vanno gestite…. O meglio lasciate fluire nella direzione migliore.
    Paura di andare ad una festa in cui non conoscete nessuno? Non potete reprimere la paura.
    L’unica cosa da fare è ignorarla… Sapere che è lì … dire:”ok… è normale…magari è perchè sto provando una cosa nuova”. Abbracciate la paura. Ringraziatela di essere lì a proteggervi, ma ditele: “no grazie” quando sentite che vi limita troppo.
    Esattamente come facevano i samurai, sappiate che la paura c’è, ma agite come se non ci fosse. E’ l’unico modo per eliminarla. Infatti man mano che farete e rifarete la cosa di cui all’inizio avevate paura, essa comincerà da sola a scemare. All’inizio però l’unica cosa da fare è ignorarla, cioè muoversi proprio verso la direzione vietata, nonostante la sensazione negativa.
    E quand’è che sapete che una paura vi limita troppo? Semplice! Quando tornate a casa e vi dite: “Mannaggia perché non ho fatto quello?” “Perché non ho detto questo?” “Avrei dovuto comportarmi cosi”.. ma perché non vi siete comportati come volevate? Perché stavate pensando alla paura di non comportarvi come volevate!
    Per capirci meglio. Quando diciamo “non so che dire”: non sappiamo cosa dire, proprio perché il nostro cervello sta lavorando al pensiero di non sapere cosa dire. Pensiero, questo, creato completamente da noi stessi. E proprio perché si tratta di un pensiero creato da noi stessi, la nostra mente si attiva per cercare di confermarlo, ed è allora che parte il circolo vizioso: ad es. sto pensando al fatto che non mi viene in mente niente da dire, mentre ci penso perdo occasioni per dire cosa volevo dire, me ne accorgo, ci ripenso ancora, mi accorgo che è passato ancora più tempo, inizio allora a convincermi che davvero non ho niente da dire e cosi via, cosicché rimarrò zitto tutta la serata, ed avrò quindi pienamente confermato la mia profezia.
    Parlate con naturalezza, dite ciò che vi viene in mente. Se sbagliate non giustificatevi.
    Ricordate che ogni volta che ci convinciamo di una certa cosa, il nostro cervello comincia a cercarne conferme: siamo convinti, ad esempio, di essere disastrosi a ballare (convinzione magari che ci siamo autoimposti dopo un’esperienza in particolare), allora la nostra mente per confermare la credenza ci farà ballare male tutte le volte. E non faremo nulla di utile per imparare a ballare convinti di essere negati per natura. Ecco di nuovo il circolo vizioso. Sempre più conferme del fatto di non saper ballare, sempre più forte la convinzione limitante.
    E tutte le nostre credenze funzionano in questo modo. La buona notizia è che tutto ciò è vero anche per le credenze potenzianti. Siamo convinti di essere bravissimi in una materia, ci impegneremo in quella materia, avremo quindi sempre più conferme di quella credenza, la credenza sarà considerata allora sempre più attendibile. In questo caso il circolo è VIRTUOSO.
    Ma allora come uscire da un circolo vizioso? Cominciando a cercare smentite di ciò di cui siamo convinti.
    Il prof. Antiseri direbbe “Badate Bene. Assumete un atteggiamento verificazionista quando volete alimentare credenze che lavorano per voi, assumete invece un atteggiamento falsificazionista quando volete eliminare credenze che lavorano contro di voi. O vero no?”.
    Altra cosa importante è immaginare quello che succederà. Lo facciamo continuamente è Naturale. Ma pochi si rendono conto di quanto poi influisca davvero nella realtà. Se non vogliamo andare a quella festa dove non conosciamo nessuno, è proprio perché immaginiamo che andrà male.
    Se prima di fare una cosa invece immaginate che andrà per il meglio, vi date un imput motivazionale fortissimo ad agire in quella direzione.
    Per il cervello ricordare eventi realmente accaduti ed immaginarne altri completamente nuovi, sono due cose pressocché identiche, perché vengono usati gli stessi gruppi di neuroni.
    State attenti anche al dialogo interno. Noi parliamo a noi stessi continuamente nella nostra testa. Fateci caso. Diciamo “NO! Ma che ho detto” oppure “Attento a non sbagliare, Attento a non sbagliare attento a non sbagliare”, Homer a volte parla a sé stesso dicendo“Di’ una cosa intelligente, dì una cosa intelligente” e sappiamo come va puntualmente a finire.
    Importante è anche sapere che il nostro inconscio non recepisce la parola “NON”.
    Se io vi dico “Per favore, NON pensate assolutamente ad un elefante rosa shocking” voi dovrete prima pensarlo poi cercare di negarlo. Ecco perché quando ci dicono “NON ti dimenticare di….” ogni singola volta ci dimentichiamo. Perché l’inconscio si concentra sul “dimenticare” e poi il conscio razionalmente cerca di negarlo. E come ben si sa l’inconscio è 1000 volte più potente del conscio. Quando parlate a voi stessi cercate di togliere i “NON” dal discorso. Cioè evitate di dirvi “Non voglio sbagliare” è troppo vago, in più ha il grandissimo inconveniente di farvi pensare allo “sbagliare”. Ditevi piuttosto cosa volete fare, ad esempio “Farò tutto per il meglio”.
    State attenti poi ad autoprogrammarvi, ad esempio se vi dite con trasporto:” ODDIO non passerò mai st’esame” avete date un chiaro e preciso ORDINE al vostro inconscio, il quale come una boma ad orologeria si metterà in funzione proprio al momento dell’esame.
    Calmate allora il dialogo interno, rassicuratevi, ditevi: “ce la farò”. Cercate conferme del fatto che potrete farcela se volete. Impegnatevi in ciò che volete fare. Non cercate disperatamente le cose, fatele piuttosto fluire a voi.
    E se succede di fare una magra figura, o una gaffe, o un errore non è la fine dell’umanità. Anzi impariamo dall’errore e cerchiamo di non ripeterlo. Una bella figura di puppù potrà essere una cosa divertente da raccontare.
    Liberiamoci dalla paura. Siamo Bambini! Giochiamo! Giochiamo! Giochiamo!

     

     

     


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