INGERENZA O DOTTRINA?
Di Matteo di Pierro
“La repubblica italiana e la Santa Sede riaffermano che lo
stato e la chiesa cattolica sono, ciascuno nel proprio ordine, indipendenti e
sovrani, impegnandosi al pieno rispetto di tale principio nei loro rapporti [. .
.]”.
Secondo il primo articolo del concordato, revisionato nel 1984, la repubblica
italiana e la chiesa cattolica sono indipendenti e sovrani, eppure oggi si parla
di ingerenza negli affari dello stato italiano da parte del Papa, dei cardinali
e degli organi ecclesiastici.
Alcuni temi, come l’eutanasia o i Dico, sui quali la chiesa si è espressa
recentemente, hanno suscitato molte polemiche e, a prescindere dall’adesione ai
dettami della religione cattolica, è necessario operare una distinzione tra
dottrina e ingerenza.
La chiesa crea una dottrina esprimendo la propria posizione su temi di rilevanza
sociale ed etico-religiosa, indicando ai credenti un modello di comportamento da
seguire; si attua, invece, un’ingerenza quando i vertici di un’entità statale
separata, indipendente e sovrana, quale Città del Vaticano, si inseriscono in
questioni legislative e giuridiche proprie della repubblica italiana.
In questo senso la chiesa può consigliare ai suoi fedeli di non praticare
l’eutanasia o di non creare convivenze rafforzando, invece, la famiglia naturale
fondata sull’unione di un uomo e di una donna; ma affermare che è “superflua una
legge specifica sulle unioni: si possono estendere i diritti eventualmente
ancora da riconoscere attraverso il diritto comune” o che “la convivenza non
deve avere rilievo pubblico” sposta il problema su un altro piano.
Quando il Papa si appella “anche alla responsabilità di laici presenti in organi
legislativi e nel governo e nell’amministrazione della giustizia, perché le
leggi siano sempre espressione di principi e valori conformi col diritto
naturale” o accusa che “la famiglia mostra segni di cedimento sotto la pressione
di lobby che hanno la capacità di incidere sui processi legislativi” non lancia
un messaggio ai fedeli, ma ad organi legislativi e giuridici, quale il
parlamento, non ponendosi più come una semplice autorità religiosa legittimata a
esprimere una posizione ad un gruppo di fedeli, ma operando come capo di uno
stato estero che attua un’ ingerenza ed esercita il suo potere carismatico per
determinare scelte politiche e legislative.
In base a questo principio l’ingerenza del Papa può essere considerata un
attacco alla sovranità italiana, tanto che alcuni costituzionalisti hanno
dichiarato che le sue affermazioni disattendono quanto stabilito nei Patti
Lateranensi.
Nonostante ciò, Città del Vaticano possiede una tale forza politica e
diplomatica da riuscire ad influenzare le decisioni politiche e sociali dello
stato italiano, tanto che l’Italia è uno dei pochissimi paesi in Europa a non
aver raggiunto il pieno riconoscimento di diritti individuali su temi eticamente
sensibili quali eutanasia, procreazione assistita e Dico.