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l destino di una regina
Di Stella
Lanzi & Clizia Restivo
Se vi parliamo di una
quattordicenne costretta a lasciarsi alle spalle
tutto ciò che ha di più caro per seguire la volontà
della madre, che la vuole sposa di un giovane
forestiero mai visto prima, chi vi viene in mente?
Un altro indizio: i novelli sposi sono entrambi di
nobile stirpe. Ci siete arrivati? Tranquilli, ve lo
diciamo noi: è la storia di Maria Antonietta
d’Austria. Sorpresi? Lo eravamo anche noi mentre
guardavamo Marie Antoinette, l’ultima pellicola di
Sofia Coppola (tratta dall’omonimo libro di Antonia
Fraser), che punta i riflettori su aspetti inediti e
spesso ignorati della vita di una delle regine più
odiate della storia.
Non aspettatevi l’ennesimo polpettone storico pieno
di vecchi costumi smorti e stanze polverose, bensì
un film squisitamente superficiale, in cui i colori,
è proprio il caso di dirlo, regnano sovrani. Una
vera e propria girandola di musica, dolci, vestiti,
che per due ore vi farà sognare di vivere a
Versailles. Un film di poche pretese, dunque, ma non
per questo poco curato, al contrario rivela un gusto
raffinato per l’inquadratura e una originale scelta
della colonna sonora, che mescola musica d’epoca a
brani di gruppi underground, in modo da rendere più
attuale una storia antica. “Tutto questo è ridicolo.
Tutto questo è Versailles”, questa battuta
rappresenta lo spirito brioso del film, divertente
ma mai volgare. Non sempre credibile dal punto di
vista storico, certo, ma credibilissimo dal punto di
vista umano.
La vita di corte, infatti, non è tutta fragole e
champagne… ma anche vuote convenzioni, pressanti
aspettative e immense responsabilità che
un’adolescente abbandonata a sé stessa non è in
grado di comprendere e affrontare. Maria Antonietta,
regina teenager, vuole divertirsi e vuole essere
accettata per quello che è e non solo per la
straniera destinata a dare alla luce il futuro re di
Francia. A queste difficoltà si aggiungono le urla
di una rivoluzione ormai alle porte, che alla reggia
suonano come echi lontani. Il popolo resta sullo
sfondo, una presenza invisibile ma costante che solo
alla fine si rivelerà in tutta la sua violenza. A
quel punto Maria Antonietta crescerà, ma sarà troppo
tardi.
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