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L'affaire CoDiSu...
inchiesta sul funzionamento della distribuzione dei fondi per le attività studentesche

Intervista ad Alessandro Marrone e Mario Melillo, condirettori di LiberaMente
di Nello Verde (18/12/05)

Che significa “furbetti del quartierino”?
È un’espressione di Ricucci e company ripresa dal Sole 24 Ore. Più che altro è un’analogia con alcune persone che furbescamente hanno fatto determinati giochi nei loro interessi. (Melillo)

Chi sono queste persone?
Diamo questa accezione specificatamente ai rappresentanti degli studenti in CoDiSu, gli altri non sono assolutamente coinvolti in questa definizione. (Melillo)

Intitolare l’articolo “I furbetti del quartierino” riferendo l’accezione “furbetti” ai rappresentanti è corretto?
Il titolo deve avere quel giusto pepe per indurre per indurre il lettore a leggere. È chiaro che è un titolo ironico con nulla di offensivo. Ci tengo a puntualizzare che non c’era nessuna volontà di mettere in dubbio l’onestà di nessuno, mettiamo in evidenza la scelta politica di non aver rispettato le promesse, gli impegni presi pubblicamente con gli elettori. (Marrone)

Cosa è cambiato nel giornalismo in Luiss? Ritieni che si evidenzi un vincolo eccessivo con i rappresentanti in base agli accordi pre-elettorali?
E’ una questione fondamentalmente economica: la Luiss attraverso la CoDiSu dovrebbe cercare di finanziare il maggior numero di progetti validi su base meritocratica.. Mi chiederei se è giusto avere dei legami forti con i rappresentanti della CoDiSu per far approvare i progetti. Secondo me è sbagliato. Sarebbe giusto mantenere la promessa di una ripartizione equa e proporzionale dei fondi tra le realtà esistenti fatta in campagna elettorale. (Melillo)

Quanti e quali candidati ha appoggiato LiberaMente?
Pelli al CdA, Nicolosi a Scienze Politiche triennale, Di Benedetto allo Sport, Isoldo alla laurea specialistica di Scienze Politiche. (Entrambi)

Non è vero che LiberaMente sia stato protagonista di una campagna elettorale piuttosto scorretta e per questo si trovi in difficoltà?
Alle voci non diamo peso. (Entrambi)

Perché ritieni scorretta la posizione di 360°?
Il problema non è la posizione di 360°, il problema che noi abbiamo posto è che è stata fatta una scelta politica dai rappresentanti degli studenti contraria al pluralismo, ovvero di assegnare più di un terzo dei fondi ad un unico giornale mentre avevano promesso pubblicamente una ripartizione equa e proporzionale dei fondi tra tutte le attività esistenti. È stata fatta una scelta di quasi monopolio. (Marrone)

360° è monopolista?
Non vi è monopolio di fatto in quanto ci sono due giornali con stesso numero di redattori e di uscite. C’è un monopolio nell’uso delle risorse. (Marrone)

Come si finanzia LiberaMente quest’anno?
Con le quote associative del Circolo Università di Roma, che è formato esclusivamente da studenti Luiss, con gli sponsor, e con il contributo volontario di dieci euro dato dalla stragrande maggioranza dei 136 studenti Luiss venuti a Sorrento. (Entrambi).

Non ritieni che il problema sia da imputare più alle disposizioni del regolamento della CoDiSu, che obbligano a trovare accordi con i rappresentanti, piuttosto che all’incoerenza dei rappresentanti?
Il regolamento non vincola i rappresentanti, è una scelta politica. In campagna elettorale avevano promesso il pluralismo ma ora danno 8.500 euro ad un giornale e 1.000 ad un giornale non ancora nato e nulla agli altri esistenti. Abbiamo appoggiato delle persone che non hanno dato seguito a una promessa di pluralismo reale. (Marrone)
Il regolamento non vincola a fare accordi pre-elettorali del tipo “do ut des”. (Melillo)

La vostra tesi, sostanzialmenge, è che ci sia monopolio nella distribuzione dei fondi non causato dal regolamento ma dall’incoerenza dei rappresentanti?
Esattamente. (Entrambi)

Se solo Mercurio e Veliero, e non LiberaMente, fossero stati vittima di questi tagli avreste comunque intrapreso questa “crociata”?
Sì certo anche perché sono tre anni che noi conduciamo questa battaglia per il pluralismo. (Entrambi).

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Intervista ad Antonio De Napoli, direttore di 360°
di Nello Verde (18/12/05)

Cosa pensi come studente e come persona impegnata nell’ambito giornalistico universitario della definizione “furbetti del quartierino”?
Da studente sono amareggiato e deluso dal fatto che ci siano persone nella mia università che “lavorano” usando simili espressioni, specie se da un giornale. Da persona che si occupa di università attraverso un giornale penso che alcune cose vadano dimostrate su argomentazioni valide, non su giudizi di valore e idee personali, che lasciano il tempo che trovano. 

A chi pensi si riferisca?
Chi ha usato questa espressione ha indicato chiaramente a chi fosse riferita.

Intitolare l’articolo “I furbetti del quartierino” riferendo l’accezione “furbetti” ai rappresentanti è corretto?
No,  non è corretto. Ricordo che le accuse erano rivolte a rappresentanti che fanno parte integrante di un organo istituzionale come la CoDiSu. Si mette in dubbio l’operato di un organo istituzionale Luiss, composto dal Rettore, da tre professori e tre studenti.  Ciò che non mando giù è che i primi a essere presi in giro in questa vicenda sono proprio gli studenti.

Cosa è cambiato nel giornalismo in Luiss? Ritieni che si evidenzi un vincolo eccessivo con i rappresentanti in base agli accordi pre-elettorali?

Nel giornalismo in Luiss non è cambiato nulla. L’anno scorso sono nate delle belle iniziative editoriali che spero continuino anche questo anno, Mercurio stesso ne è una prova lampante.
I rappresentanti portano negli organi di rappresentanza ciò che ritengono opportuno sulla base delle loro convinzioni. Sono gli studenti a doverli giudicare giorno per giorno. Io non vedo grandi vincoli. Basta riflettere su un dato di fatto: alcuni giornali in Luiss continuano ad uscire anche senza finanziamenti della CoDiSu... da dove arrivano questi  finanziamenti? Sono convinto che gli studenti siano molto più intelligenti di quanto qualche condirettore pensi.

Alle ultime elezioni 360° ha appoggiato dei candidati?
360° è un giornale universitario, strumento di comunicazione e informazione per tutti gli studenti della nostra università. Questo gruppo di studenti, in qualità di giornale, non ha appoggiato nessun candidato. C’è una differenza abissale fra il rivendicare qualcosa perché si è fatta campagna elettorale formalmente come giornale(come ha fatto un giornale recentemente) e il sostenere serenamente, come sta facendo il sottoscritto, che chi scrive per un giornale a titolo personale vota e fa votare. Antonio De Napoli ha appoggiato dei candidati, il direttore di 360° non ha appoggiato nessuno: c’è una profonda differenza fra le due cose.

Perché pensi che LiberaMente ritenga scorretta la posizione di 360°?
Non vorrei sembrare scortese, ma ciò che pensa Liberamente di 360° è l’ultimo dei miei pensieri. Mi interessa ciò che pensano gli studenti che continuamente ci manifestano il loro pensiero sul nostro operato.

Ritieni fondate le “accuse” di LiberaMente?
Ritengo le accuse di Liberamente infondate, perché basate su fatti che esistono solo nella loro testa. Le loro argomentazioni sono davvero ridicole: in base al loro ragionamento solo chi sostiene un candidato ha diritto a finanziamenti in CoDiSu! Il singolo studente che non vota nessuno ma presenta un progetto validissimo e meritevole di grande attenzione, dove lo mettiamo? Lo rifiutiamo solo perché non si è schierato? Torno a dire che per gli studenti non sarà difficile farsi una idea molto più completa della vicenda.

Pensi che i principi del pluralismo siano stati rispettati?
La CoDiSu ha deliberato in base a precise norme. Non sono stati finanziati molti dei progetti presentati, ma c’è stata una ratio precisa in ciò che è stato fatto. È troppo facile invocare la bandiera di pluralismo a proprio piacimento, a seconda del caso.

Non ritieni che il problema sia da imputare più alle disposizioni del regolamento della CoDiSu, che obbligano a trovare accordi con i rappresentanti, piuttosto che all’incoerenza dei rappresentanti?
Non mi sembra che il regolamento CoDiSu obblighi i rappresentanti a fare accordi pre-elettorali. Riguardo incoerenza o meno dei rappresentanti, torno a dire che il loro istituto si fonda sulla fiducia che gli studenti gli accordano con il loro voto. Condivido invece il metodo dell’unanimità che la CoDiSu adotta per prendere le decisioni.

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Intervista ad Andrea Isoldo, rappresentante degli studenti alla facoltà di Scienze Politiche (lauree specialistiche)
di Stefano Renzetti (18/12/05)

Puoi spiegarci come si è svolta la seduta della CoDiSu del Luglio 2005?
La seduta della CoDiSu aveva all’ordine del giorno l’approvazione dei progetti riguardanti le attività condotte ed organizzate da noi studenti. La politica che la giunta intendeva seguire era il pluralismo informativo. Si voleva cioè ripartire i fondi per il maggior numero possibile di giornali. Il problema è stato di tipo economico: le richieste di finanziamento erano pari a 225.000€ circa, mentre la cifra a disposizione era di 25.000€. Con questa  somma dovevano essere finanziate inoltre il cineforum, le feste ed altre attività associative. Purtroppo avevamo uno spazio molto limitato per agire e, in prima persona, mi sono impegnato a far passare l’interpretazione estensiva della norma che vieta le sponsorizzazioni per le attività finanziate dalla CoDiSu In sostanza, se questa linea fosse passata, le associazioni avrebbero dovuto fornire un bilancio separato sul modello della Rai: uno con il resoconto sull’utilizzo dei fondi CoDiSu ed uno riguardante le pubblicità. I motivi per cui non è passata la linea del pluralismo informativo sono molteplici; prima di tutto la CoDiSu decide all’unanimità, e per questo le resistenze di alcuni rappresentanti e del Rettore sono state decisive. Ed inoltre c’è stata un’accesa discussione sul ruolo e sul peso effettivo dei rappresentanti all’interno della CoDiSu A quel punto il Rettore, notando una divergenza di visioni tra i rappresentanti ha preferito rimandare tutto a Settembre 2005, cioè alla riunione che si sarebbe svolta con la delegata del rettore, la prof. Rossella Borgia.

Qual è il tuo ruolo all’interno della CoDiSu?
Il mio ruolo è quello di appoggiare le istanze degli studenti di Scienze Politiche e delle lauree magistrali, in quanto unico delegato per i corsi di laurea specialistica. Specialmente questo mio ultimo compito è quello a cui tengo di più in quanto Postgrad è un progetto del tutto nuovo da tutelare in modi e forme ben determinati.

Qual è il criterio della ripartizione dei fondi?
Ci sono criteri formali come il numero delle firme che accompagnano i progetti e l’appoggio di almeno uno dei rappresentanti del nostro ateneo attraverso la firma, il cui rispetto è fondamentale per concorrere  alla ripartizione dei fondi. Noi abbiamo sempre preferito che entrambi questi criteri fossero presenti nelle domande. Poi bisogna operare delle scelte: si scelgono cioè argomenti “sensibili” che nelle ultime sedute lo stesso Rettore ha indicato e riteneva importanti. Faccio qualche esempio: è stata finanziata l’associazione Magyster per favorire le attività degli studenti delle lauree magistrali, in quanto sono una novità assoluta per l’ateneo. Stesso discorso per il progetto Numm, il quale è stato sovvenzionato affinché potesse avere una qualche visibilità all’interno della Luiss. Questo progetto inoltre ha goduto di fondi nonostante non fosse appoggiato  da nessun rappresentante, poiché nessuno di noi era al corrente del fatto che si potessero dare finanziamenti a questo tipo di progetti. Un altro criterio è che nessun gruppo di studenti può avere più di due progetti, per questo le feste, per la prima volta, sono state divise tra due progetti. Per il cineforum invece abbiamo favorito il progetto meno dispendioso per l’università.

Perché alcuni progetti sono rimasti esclusi? Avevano vizi di forma?
Si, la maggior parte dei progetti che sono stati esclusi avevano vizi di forma ed altri avevano vizi sostanziali nel senso che facevano richieste esagerate.

Cosa ne pensi dell’articolo apparso sulle colonne di LiberaMente, dato che sei stato chiamato direttamente in causa?
Io lo divido in due articoli: il primo, quello apparso sulla colonna di sinistra, che raccontava come si sono svolti i fatti lo condivido perché fa informazione, il secondo invece, quello dedicato al cosiddetto dossier CoDiSu, preferisco non commentarlo in quanto è un articolo offensivo e ci sarebbero risvolti penali da affrontare, anche perché non penso che sia questa la sede per provare la mia onestà, che viene comprovata dai miei collaboratori e dal mio comportamento che è a verbale in CoDiSu. E poi non penso che sia un articolo di informazione a tutto tondo perché non approfondisce alcune tematiche che si limita solo ad accennare, come ad esempio i motivi sul fallimento della riunione della CoDiSu di luglio. Non si sono chiesti, ad esempio, quante fossero le richieste. Insomma, si è voluto scegliere la strada dell’attacco personale verso determinate persone venendo meno al dovere di informazione, obiettivo di ogni testata giornalistica.

A che punto  è l’attuazione del tuo programma?
Il mio programma è l’insieme di tutte le istanza che sono andate emergendo e di tutte i problemi che via via emergono in un progetto in itinere come quello di Postgrad. Siamo sulla retta via per quanto riguarda il discorso delle tesi e degli stage ad esse collegati, abbiamo risolto il problema dell’ insegnamento delle lingue, cercando una migliore organizzazione dei corsi nei tre semestri. Resta ancora molto da fare, soprattutto per quanto riguarda la rappresentanza in Senato Accademico, Radio Luiss e tante altre cose.

Credi nella presenza di una lobby all’interno della CoDiSu, cosi come si evince dagli articoli di LiberaMente?
Dopo le elezioni di due anni fa questa università è stata soggetta ad una sorta di dittatura, poiché una lista aveva sette rappresentanti e qualsiasi progetto che non andava bene a queste gruppo di persone anche esterne, cito tranquillamente il nome di Graziano Gallitto e Marco Iannò, persone non legittimate democraticamente dagli studenti,  veniva bocciato. L’unico che si opponeva a tutto questo fu Antonio Somma. Quest’anno invece le due liste combattevano ad armi pari e sostanzialmente hanno pareggiato, per questo non possono crearsi lobby, perché si scontrano interessi provenienti da facoltà, da persone, da gruppi diversi. E per questo motivo i progetti da presentare in CoDiSu non vengono predefiniti, firmati e concordati a casa di qualcuno ma sono il frutto di una contrattazione assolutamente formativa per noi rappresentanti.

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Intervista a Fabrizio Colletti, rappresentante degli studenti alla facoltà di Giurisprudenza (lauree triennali)
di Marco Magini (18/12/05)

Quali sono stati i criteri per la scelta del finanziamento di alcuni progetti piuttosto che altri?
Abbiamo privilegiato criteri oggettivi: alcuni progetti presentavano varie defezioni strutturali su punti chiaramente richiesti nel bando come i  preventivi e le firme, e anche se ci siamo adoperati per regolarizzare alcuni progetti in corsa, crediamo che la legge vada sempre e comunque rispettata. Ci siamo poi trovati a dover far fronte ad una richiesta che era sproporzionata rispetto alle disponibilità e abbiamo dovuto far delle scelte per quanto dolorose anche perché avevamo una disponibilità di 20.000€ e richieste per 160.000€.

Cosa ne pensi della polemica di LiberaMente?
Comprendo perfettamente i motivi della polemica ma avendo fondi così limitati c’è sembrato giusto favorire il giornale da più anni al lavoro e che ha dimostrato nel tempo di lavorare bene ed essere apprezzato dagli studenti.
Per quanto riguarda il finanziamento di Magyster, è servito a colmare quella che era una lacuna della nostra università: la presenza di un giornale che fosse emanazione dei corsi di laurea magistrali.

Credi sia giusto che i rappresentanti favoriscano determinati soggetti piuttosto che altri?
Mi è sembrato giusto mantenere gli impegni presi con gli elettori durante la campagna elettorale: avevo promesso di far approvare i progetti delle associazioni che mi avevano dato sostegno e così è stato. Credo che chi come me ha ricevuto un mandato popolare sia tenuto a mantenere gli impegni presi.

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Intervista a Daniele Pelli, rappresentante degli studenti al CdA
di Davide Guttoriello (18/12/05)

Com’è il rapporto con la palazzina?
Un rapporto costruttivo e di collaborazione verso tutte le iniziative che cerchiamo di fare insieme.

Ti ricandideresti di nuovo?
A sei mesi dall’elezione non saprei dare una risposta, ma di certo questa è un’esperienza molto formativa, che mi sta facendo maturare personalmente e umanamente.

Volendo tirare un bilancio della tua attività di rappresentante, anche se prematuro, quali consideri le tue vittorie e le tue delusioni?
La vittoria è Radio Luiss.
La delusione è il non trovare nessun compromesso con l’accademia sull’appello unico di Aprile.

Cosa pensi dell’articolo apparso su LiberaMente in merito alla questione dell’attribuzione dei fondi per le attività degli studenti?
Penso sia stato un articolo contraddittorio  e fuori luogo, contenente un’accusa infondata, probabilmente formulata con leggerezza e inconsapevolezza. Della commissione istituzionale che regola la distribuzione delle risorse per le attività studentesche non fanno parte solo gli studenti, ma anche i professori, e le decisioni non vengono prese a maggioranza ma esclusivamente con l’unanimità.

Quindi neghi che ci sia stata parzialità nelle decisioni della commissione, come invece sostiene l’articolo di LiberaMente?
Nel modo più assoluto. I fondi sono stati assegnati a progetti meritevoli, proposti da gruppi che hanno già lavorato in passato come 360°, e progetti sui quali abbiamo deciso di puntare per il forte contenuto innovativo come Magyster.

Ci puoi illustrare brevemente i criteri di attribuzione dei fondi della commissione?
Abbiamo cercato di ripartire i fondi nella maniera più equa possibile, da una parte dando continuità a chi ha già lavorato bene in passato dimostrando  il proprio valore, e dall’altra offrendo spazio ai progetti più innovativi. Abbiamo cercato poi di difendere il principio del pluralismo informativo facendo in modo che anche gli studenti delle facoltà magistrali potessero dire la loro con Magyster, e per quanto riguarda le feste abbiamo diviso le sovvenzioni tra triennali e magistrali.

A che punto è l’attuazione del tuo programma?
Fin’ora, in sei mesi, sono stati realizzati tre dei cinque obiettivi che comparivano sul mio programma. Innanzitutto, ha preso il via l’ambizioso progetto di Radio Luiss, oramai avviato con il coinvolgimento e la partecipazione di tantissimi studenti; ho avuto il piacere di poter collaborare con diversi rappresentanti, in particolare Lorenzo Nicolosi che mi ha sempre appoggiato, per ottenere il prolungamento della sessione d’esami con un appello straordinario; infine ci siamo impegnati per migliorare la qualità dei servizi offerti dall’università, come ad esempio l’aggiornamento del parco computer e la manutenzione delle aule (supporti per la scrittura per mancini etc.)

Un ultima domanda, per i rotocalchi… è vero che la carica di rappresentante attira le donne?
Assolutamente no! Avere il tempo per le donne…

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Intervista alla Prof. Rossella Borgia, delegata del Rettore alla Presidenza della commissione per il diritto allo studio
di Marco Magini (18/12/05) 

Professoressa Borgia, qual è il regolamento alla base della distribuzione dei fondi destinati al diritto allo studio?
Non c’è nessun regolamento alla base della distribuzione, poiché sono fondi assegnati dalla regione Lazio e sono in gran parte fondi vincolati che ci obbligano a destinare alle borse di studio che vengono assegnate agli studenti in base a criteri di merito e di reddito prefissati dalla regione. In realtà la nostra discrezionalità è praticamente zero, rispondiamo soltanto della corretta redazione delle graduatorie. Ci sono poi i contributi non vincolati che possiamo decidere di destinare ad altri servizi agli studenti come contributi per l’alloggio, mensa, trasporto. Noi non abbiamo ancora una residenza universitaria anche se mi auguro che questa lacuna sia colmata al più presto.

E per quanto riguarda i progetti presentati dagli studenti? Chi li finanzia e qual è stato il criterio che ha portato a sceglierne alcuni piuttosto che altri?
Abbiamo altri fondi, messi a disposizione dalla Luiss, che siamo incaricati di gestire. Sono fondi utilizzati in parte per attività culturali, in parte per il part-time e in parte per il servizio sanitario e la videoteca. L’Università ci da in ogni caso delle indicazioni di massima per l’utilizzo.

Quindi sono soldi dell’Università…
Si, e l’università c’ha dato come criterio direttivo quello di privilegiare quelle iniziative che fossero formalmente ben presentate e quello di non creare duplicazioni. S’era verificato, per quanto riguarda l’ultima assegnazione di fondi, la presentazione di progetti per più di dieci giornali, che, per quanto ognuno abbia il diritto di esprimere le proprie opinioni, per una università piccola come la nostra mi pare un po’ eccessivo… poi abbiamo cercato di finanziare anche attività d’altro tipo come il cineforum e le feste. Ogni volta che si cambiano i rappresentanti c’è sempre un po’ do confusione ma alla fine gli studenti riescono sempre a trovarsi d’accordo e a presentare un progetto unitario e concordato.

C’è stata polemica da parte di Liberamente perché l’anno passato gli erano stati assegnati fondi mentre quest’anno la richiesta è stata bocciata…
Non abbiamo tolto a Liberamente, abbiamo approvato un progetto che i rappresentanti delle tre facoltà hanno assicurato essere stato concertato fra tutti i rappresentati degli studenti.

I rappresentanti hanno quindi un peso rilevante…
Certo, noi abbiamo il dovere di credere che essi siano davvero rappresentanti di quelli che sono gli interessi generali.

Pensa che il regolamento per l’attribuzione dei fondi per le attività culturali sia da cambiare?
Noi l’abbiamo elaborato, sottoposto ed approvato in sede di commissione e non ha mai creato problemi, ma se emergesse la richiesta di cambiarlo in un senso o nell’altro ci sarebbe la nostra piena disponibilità nel farlo.

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L'affaire CoDiSu...
di Marco Magini e Nello Verde (18/12/05) 

L’ultimo numero di Liberamente ha sollevato il problema dei finanziamenti alle attività degli studenti: nello specifico s’è soffermato particolarmente sul mancato finanziamento al loro progetto e sull’aumento di fondi in favore di 360 gradi.
Abbiamo quindi deciso di svolgere un’inchiesta per fare luce sulle reali dinamiche che hanno portato a questa decisione: per una scelta redazionale abbiamo deciso di privilegiare i fatti alle chiacchiere di corridoio, per arrivare a comprendere qualcosa attraverso interviste ai diretti interessati e capire fino in fondo in funzionamento e la struttura dell’organo.
Non abbiamo né desiderio di rivalsa, né questa vuol essere una polemica verso niente o nessuno, da parte nostra c’è solo un desiderio di chiarezza verso un problema che riguarda tutti gli studenti.
Come spiegatoci dalla Prof. Rossella Borgia presidente della commissione per il diritto allo studio, s’è fatta un po’ di confusione tra quello che è la CoDiSu, una legge regionale i cui fondi sno prevalentemente vincolati, e i soldi assegnati alle attività proposte dagli studenti, che sono soldi Luiss la cui destinazione è decisa, per delega, dalla Commissione per il diritto allo Studia composta da: il delegato del rettore, tre docenti e i tre rappresentanti.
Quello che ai nostri occhi appare anomalo è il fatto che il favore dei rappresentanti degli studenti sia l’unico mezzo disponibile per far approvare un progetto.
Non ci stiamo scagliando contro l’operato dei rappresentanti: riteniamo infatti che sia il regolamento a portare necessariamente a queste dinamiche clientelari e che la riforma debba partire dal regolamento stesso, e non da sterili polemiche.
Riteniamo quindi che ci sia stata una grande confusione sull’argomento: Liberamente ha montato una polemica eccessiva e deontologicamente scorretta, poiché argomentata con fatti incompleti e non veri.
Anche dall’altra parte però emerge una certa incomprensione della materia, speriamo quindi che questa inchiesta possa fa luce sui fatti e far riflettere sui toni.

 

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