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L'affaire CoDiSu...
inchiesta sul funzionamento della distribuzione dei
fondi per le attività studentesche
Intervista ad Alessandro
Marrone e Mario Melillo, condirettori di LiberaMente
di Nello Verde (18/12/05)
Che
significa “furbetti del quartierino”?
È un’espressione di Ricucci e company ripresa dal
Sole 24 Ore. Più che altro è un’analogia con alcune
persone che furbescamente hanno fatto determinati giochi
nei loro interessi. (Melillo)
Chi
sono queste persone?
Diamo questa accezione specificatamente ai
rappresentanti degli studenti in CoDiSu, gli altri non
sono assolutamente coinvolti in questa definizione. (Melillo)
Intitolare l’articolo “I furbetti del quartierino”
riferendo l’accezione “furbetti” ai rappresentanti è
corretto?
Il titolo deve avere quel giusto pepe per indurre
per indurre il lettore a leggere. È chiaro che è un
titolo ironico con nulla di offensivo. Ci tengo a
puntualizzare che non c’era nessuna volontà di mettere
in dubbio l’onestà di nessuno, mettiamo in evidenza la
scelta politica di non aver rispettato le promesse, gli
impegni presi pubblicamente con gli elettori. (Marrone)
Cosa è
cambiato nel giornalismo in Luiss? Ritieni che si
evidenzi un vincolo eccessivo con i rappresentanti in
base agli accordi pre-elettorali?
E’ una questione fondamentalmente economica: la
Luiss attraverso la CoDiSu dovrebbe cercare di
finanziare il maggior numero di progetti validi su base
meritocratica.. Mi chiederei se è giusto avere dei
legami forti con i rappresentanti della CoDiSu per far
approvare i progetti. Secondo me è sbagliato. Sarebbe
giusto mantenere la promessa di una ripartizione equa e
proporzionale dei fondi tra le realtà esistenti fatta in
campagna elettorale. (Melillo)
Quanti
e quali candidati ha appoggiato LiberaMente?
Pelli al CdA, Nicolosi a Scienze Politiche
triennale, Di Benedetto allo Sport, Isoldo alla laurea
specialistica di Scienze Politiche. (Entrambi)
Non è
vero che LiberaMente sia stato protagonista di una
campagna elettorale piuttosto scorretta e per questo si
trovi in difficoltà?
Alle voci non diamo peso. (Entrambi)
Perché
ritieni scorretta la posizione di 360°?
Il problema non è la posizione di 360°, il problema
che noi abbiamo posto è che è stata fatta una scelta
politica dai rappresentanti degli studenti contraria al
pluralismo, ovvero di assegnare più di un terzo dei
fondi ad un unico giornale mentre avevano promesso
pubblicamente una ripartizione equa e proporzionale dei
fondi tra tutte le attività esistenti. È stata fatta una
scelta di quasi monopolio. (Marrone)
360° è
monopolista?
Non vi è monopolio di fatto in quanto ci sono due
giornali con stesso numero di redattori e di uscite. C’è
un monopolio nell’uso delle risorse. (Marrone)
Come
si finanzia LiberaMente quest’anno?
Con le quote associative del Circolo Università di
Roma, che è formato esclusivamente da studenti Luiss,
con gli sponsor, e con il contributo volontario di dieci
euro dato dalla stragrande maggioranza dei 136 studenti
Luiss venuti a Sorrento. (Entrambi).
Non
ritieni che il problema sia da imputare più alle
disposizioni del regolamento della CoDiSu, che obbligano
a trovare accordi con i rappresentanti, piuttosto che
all’incoerenza dei rappresentanti?
Il regolamento non vincola i rappresentanti, è una
scelta politica. In campagna elettorale avevano promesso
il pluralismo ma ora danno 8.500 euro ad un giornale e
1.000 ad un giornale non ancora nato e nulla agli altri
esistenti. Abbiamo appoggiato delle persone che non
hanno dato seguito a una promessa di pluralismo reale.
(Marrone)
Il regolamento non vincola a fare accordi pre-elettorali
del tipo “do ut des”. (Melillo)
La
vostra tesi, sostanzialmenge, è che ci sia monopolio
nella distribuzione dei fondi non causato dal
regolamento ma dall’incoerenza dei rappresentanti?
Esattamente. (Entrambi)
Se
solo Mercurio e Veliero, e non LiberaMente, fossero
stati vittima di questi tagli avreste comunque
intrapreso questa “crociata”?
Sì certo anche perché sono tre anni che noi
conduciamo questa battaglia per il pluralismo.
(Entrambi).
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Intervista ad Antonio De Napoli,
direttore di 360°
di Nello Verde (18/12/05)
Cosa pensi come studente e come
persona impegnata nell’ambito giornalistico
universitario della definizione “furbetti del
quartierino”?
Da studente sono amareggiato e deluso dal fatto che
ci siano persone nella mia università che “lavorano”
usando simili espressioni, specie se da un giornale. Da
persona che si occupa di università attraverso un
giornale penso che alcune cose vadano dimostrate su
argomentazioni valide, non su giudizi di valore e idee
personali, che lasciano il tempo che trovano.
A chi pensi si riferisca?
Chi ha usato questa espressione ha indicato
chiaramente a chi fosse riferita.
Intitolare l’articolo “I
furbetti del quartierino” riferendo l’accezione
“furbetti” ai rappresentanti è corretto?
No, non è corretto. Ricordo che le accuse erano
rivolte a rappresentanti che fanno parte integrante di
un organo istituzionale come la CoDiSu. Si mette in
dubbio l’operato di un organo istituzionale Luiss,
composto dal Rettore, da tre professori e tre studenti.
Ciò che non mando giù è che i primi a essere presi in
giro in questa vicenda sono proprio gli studenti.
Cosa è cambiato nel giornalismo
in Luiss? Ritieni che si evidenzi un vincolo eccessivo
con i rappresentanti in base agli accordi
pre-elettorali?
Nel giornalismo in Luiss non è
cambiato nulla. L’anno scorso sono nate delle belle
iniziative editoriali che spero continuino anche questo
anno, Mercurio stesso ne è una prova lampante.
I rappresentanti portano negli organi di rappresentanza
ciò che ritengono opportuno sulla base delle loro
convinzioni. Sono gli studenti a doverli giudicare
giorno per giorno. Io non vedo grandi vincoli. Basta
riflettere su un dato di fatto: alcuni giornali in Luiss
continuano ad uscire anche senza finanziamenti della
CoDiSu... da dove arrivano questi finanziamenti?
Sono convinto che gli studenti siano molto più
intelligenti di quanto qualche condirettore pensi.
Alle ultime elezioni 360° ha
appoggiato dei candidati?
360° è un giornale universitario, strumento di
comunicazione e informazione per tutti gli studenti
della nostra università. Questo gruppo di studenti, in
qualità di giornale, non ha appoggiato nessun candidato.
C’è una differenza abissale fra il rivendicare qualcosa
perché si è fatta campagna elettorale formalmente come
giornale(come ha fatto un giornale recentemente) e il
sostenere serenamente, come sta facendo il sottoscritto,
che chi scrive per un giornale a titolo personale vota e
fa votare. Antonio De Napoli ha appoggiato dei
candidati, il direttore di 360° non ha appoggiato
nessuno: c’è una profonda differenza fra le due cose.
Perché pensi che LiberaMente
ritenga scorretta la posizione di 360°?
Non vorrei sembrare scortese, ma ciò che pensa
Liberamente di 360° è l’ultimo dei miei pensieri. Mi
interessa ciò che pensano gli studenti che continuamente
ci manifestano il loro pensiero sul nostro operato.
Ritieni fondate le “accuse” di
LiberaMente?
Ritengo le accuse di Liberamente infondate, perché
basate su fatti che esistono solo nella loro testa. Le
loro argomentazioni sono davvero ridicole: in base al
loro ragionamento solo chi sostiene un candidato ha
diritto a finanziamenti in CoDiSu! Il singolo studente
che non vota nessuno ma presenta un progetto validissimo
e meritevole di grande attenzione, dove lo mettiamo? Lo
rifiutiamo solo perché non si è schierato? Torno a dire
che per gli studenti non sarà difficile farsi una idea
molto più completa della vicenda.
Pensi che i principi del
pluralismo siano stati rispettati?
La CoDiSu ha deliberato in base a precise norme. Non
sono stati finanziati molti dei progetti presentati, ma
c’è stata una ratio precisa in ciò che è stato fatto. È
troppo facile invocare la bandiera di pluralismo a
proprio piacimento, a seconda del caso.
Non ritieni che il problema sia
da imputare più alle disposizioni del regolamento della
CoDiSu, che obbligano a trovare accordi con i
rappresentanti, piuttosto che all’incoerenza dei
rappresentanti?
Non mi sembra che il regolamento CoDiSu obblighi i
rappresentanti a fare accordi pre-elettorali. Riguardo
incoerenza o meno dei rappresentanti, torno a dire che
il loro istituto si fonda sulla fiducia che gli studenti
gli accordano con il loro voto. Condivido invece il
metodo dell’unanimità che la CoDiSu adotta per prendere
le decisioni.
****
Intervista
ad Andrea Isoldo, rappresentante degli studenti alla
facoltà di Scienze Politiche (lauree specialistiche)
di Stefano Renzetti (18/12/05)
Puoi spiegarci come si è svolta
la seduta della CoDiSu del Luglio 2005?
La seduta della CoDiSu aveva all’ordine del giorno
l’approvazione dei progetti riguardanti le attività
condotte ed organizzate da noi studenti. La politica che
la giunta intendeva seguire era il pluralismo
informativo. Si voleva cioè ripartire i fondi per il
maggior numero possibile di giornali. Il problema è
stato di tipo economico: le richieste di finanziamento
erano pari a 225.000€ circa, mentre la cifra a
disposizione era di 25.000€. Con questa somma
dovevano essere finanziate inoltre il cineforum, le
feste ed altre attività associative. Purtroppo avevamo
uno spazio molto limitato per agire e, in prima persona,
mi sono impegnato a far passare l’interpretazione
estensiva della norma che vieta le sponsorizzazioni per
le attività finanziate dalla CoDiSu In sostanza, se
questa linea fosse passata, le associazioni avrebbero
dovuto fornire un bilancio separato sul modello della
Rai: uno con il resoconto sull’utilizzo dei fondi CoDiSu
ed uno riguardante le pubblicità. I motivi per cui non è
passata la linea del pluralismo informativo sono
molteplici; prima di tutto la CoDiSu decide
all’unanimità, e per questo le resistenze di alcuni
rappresentanti e del Rettore sono state decisive. Ed
inoltre c’è stata un’accesa discussione sul ruolo e sul
peso effettivo dei rappresentanti all’interno della
CoDiSu A quel punto il Rettore, notando una divergenza
di visioni tra i rappresentanti ha preferito rimandare
tutto a Settembre 2005, cioè alla riunione che si
sarebbe svolta con la delegata del rettore, la prof.
Rossella Borgia.
Qual è il tuo ruolo all’interno
della CoDiSu?
Il mio ruolo è quello di appoggiare le istanze degli
studenti di Scienze Politiche e delle lauree magistrali,
in quanto unico delegato per i corsi di laurea
specialistica. Specialmente questo mio ultimo compito è
quello a cui tengo di più in quanto Postgrad è un
progetto del tutto nuovo da tutelare in modi e forme ben
determinati.
Qual è il criterio della
ripartizione dei fondi?
Ci sono criteri formali come il numero delle firme
che accompagnano i progetti e l’appoggio di almeno uno
dei rappresentanti del nostro ateneo attraverso la
firma, il cui rispetto è fondamentale per concorrere
alla ripartizione dei fondi. Noi abbiamo sempre
preferito che entrambi questi criteri fossero presenti
nelle domande. Poi bisogna operare delle scelte: si
scelgono cioè argomenti “sensibili” che nelle ultime
sedute lo stesso Rettore ha indicato e riteneva
importanti. Faccio qualche esempio: è stata finanziata
l’associazione Magyster per favorire le attività degli
studenti delle lauree magistrali, in quanto sono una
novità assoluta per l’ateneo. Stesso discorso per il
progetto Numm, il quale è stato sovvenzionato affinché
potesse avere una qualche visibilità all’interno della
Luiss. Questo progetto inoltre ha goduto di fondi
nonostante non fosse appoggiato da nessun
rappresentante, poiché nessuno di noi era al corrente
del fatto che si potessero dare finanziamenti a questo
tipo di progetti. Un altro criterio è che nessun gruppo
di studenti può avere più di due progetti, per questo le
feste, per la prima volta, sono state divise tra due
progetti. Per il cineforum invece abbiamo favorito il
progetto meno dispendioso per l’università.
Perché alcuni progetti sono
rimasti esclusi? Avevano vizi di forma?
Si, la maggior parte dei progetti che sono stati
esclusi avevano vizi di forma ed altri avevano vizi
sostanziali nel senso che facevano richieste esagerate.
Cosa ne pensi dell’articolo
apparso sulle colonne di LiberaMente, dato che sei stato
chiamato direttamente in causa?
Io lo divido in due articoli: il primo, quello
apparso sulla colonna di sinistra, che raccontava come
si sono svolti i fatti lo condivido perché fa
informazione, il secondo invece, quello dedicato al
cosiddetto dossier CoDiSu, preferisco non commentarlo in
quanto è un articolo offensivo e ci sarebbero risvolti
penali da affrontare, anche perché non penso che sia
questa la sede per provare la mia onestà, che viene
comprovata dai miei collaboratori e dal mio
comportamento che è a verbale in CoDiSu. E poi non penso
che sia un articolo di informazione a tutto tondo perché
non approfondisce alcune tematiche che si limita solo ad
accennare, come ad esempio i motivi sul fallimento della
riunione della CoDiSu di luglio. Non si sono chiesti, ad
esempio, quante fossero le richieste. Insomma, si è
voluto scegliere la strada dell’attacco personale verso
determinate persone venendo meno al dovere di
informazione, obiettivo di ogni testata giornalistica.
A che punto è l’attuazione
del tuo programma?
Il mio programma è l’insieme di tutte le istanza che
sono andate emergendo e di tutte i problemi che via via
emergono in un progetto in itinere come quello di
Postgrad. Siamo sulla retta via per quanto riguarda il
discorso delle tesi e degli stage ad esse collegati,
abbiamo risolto il problema dell’ insegnamento delle
lingue, cercando una migliore organizzazione dei corsi
nei tre semestri. Resta ancora molto da fare,
soprattutto per quanto riguarda la rappresentanza in
Senato Accademico, Radio Luiss e tante altre cose.
Credi nella presenza di una
lobby all’interno della CoDiSu, cosi come si evince
dagli articoli di LiberaMente?
Dopo le elezioni di due anni fa questa università è
stata soggetta ad una sorta di dittatura, poiché una
lista aveva sette rappresentanti e qualsiasi progetto
che non andava bene a queste gruppo di persone anche
esterne, cito tranquillamente il nome di Graziano
Gallitto e Marco Iannò, persone non legittimate
democraticamente dagli studenti, veniva bocciato.
L’unico che si opponeva a tutto questo fu Antonio Somma.
Quest’anno invece le due liste combattevano ad armi pari
e sostanzialmente hanno pareggiato, per questo non
possono crearsi lobby, perché si scontrano interessi
provenienti da facoltà, da persone, da gruppi diversi. E
per questo motivo i progetti da presentare in CoDiSu non
vengono predefiniti, firmati e concordati a casa di
qualcuno ma sono il frutto di una contrattazione
assolutamente formativa per noi rappresentanti.
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Intervista a Fabrizio Colletti, rappresentante degli
studenti alla facoltà di Giurisprudenza (lauree
triennali)
di Marco Magini (18/12/05)
Quali sono stati i criteri per
la scelta del finanziamento di alcuni progetti piuttosto
che altri?
Abbiamo privilegiato criteri oggettivi: alcuni
progetti presentavano varie defezioni strutturali su
punti chiaramente richiesti nel bando come i
preventivi e le firme, e anche se ci siamo adoperati per
regolarizzare alcuni progetti in corsa, crediamo che la
legge vada sempre e comunque rispettata. Ci siamo poi
trovati a dover far fronte ad una richiesta che era
sproporzionata rispetto alle disponibilità e abbiamo
dovuto far delle scelte per quanto dolorose anche perché
avevamo una disponibilità di 20.000€ e richieste per
160.000€.
Cosa ne pensi della polemica di
LiberaMente?
Comprendo perfettamente i motivi della polemica ma
avendo fondi così limitati c’è sembrato giusto favorire
il giornale da più anni al lavoro e che ha dimostrato
nel tempo di lavorare bene ed essere apprezzato dagli
studenti.
Per quanto riguarda il finanziamento di Magyster, è
servito a colmare quella che era una lacuna della nostra
università: la presenza di un giornale che fosse
emanazione dei corsi di laurea magistrali.
Credi sia giusto che i
rappresentanti favoriscano determinati soggetti
piuttosto che altri?
Mi è sembrato giusto mantenere gli impegni presi con
gli elettori durante la campagna elettorale: avevo
promesso di far approvare i progetti delle associazioni
che mi avevano dato sostegno e così è stato. Credo che
chi come me ha ricevuto un mandato popolare sia tenuto a
mantenere gli impegni presi.
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Intervista
a Daniele Pelli, rappresentante degli studenti al CdA
di Davide Guttoriello (18/12/05)
Com’è il rapporto con la
palazzina?
Un rapporto costruttivo e di collaborazione verso
tutte le iniziative che cerchiamo di fare insieme.
Ti ricandideresti di nuovo?
A sei mesi dall’elezione non saprei dare una
risposta, ma di certo questa è un’esperienza molto
formativa, che mi sta facendo maturare personalmente e
umanamente.
Volendo tirare un bilancio
della tua attività di rappresentante, anche se
prematuro, quali consideri le tue vittorie e le tue
delusioni?
La vittoria è Radio Luiss.
La delusione è il non trovare nessun compromesso con
l’accademia sull’appello unico di Aprile.
Cosa pensi dell’articolo apparso
su LiberaMente in merito alla questione
dell’attribuzione dei fondi per le attività degli
studenti?
Penso sia stato un articolo contraddittorio e
fuori luogo, contenente un’accusa infondata,
probabilmente formulata con leggerezza e
inconsapevolezza. Della commissione istituzionale che
regola la distribuzione delle risorse per le attività
studentesche non fanno parte solo gli studenti, ma anche
i professori, e le decisioni non vengono prese a
maggioranza ma esclusivamente con l’unanimità.
Quindi neghi che ci sia stata
parzialità nelle decisioni della commissione, come
invece sostiene l’articolo di LiberaMente?
Nel modo più assoluto. I fondi sono stati assegnati
a progetti meritevoli, proposti da gruppi che hanno già
lavorato in passato come 360°, e progetti sui quali
abbiamo deciso di puntare per il forte contenuto
innovativo come Magyster.
Ci puoi illustrare brevemente i
criteri di attribuzione dei fondi della commissione?
Abbiamo cercato di ripartire i fondi nella maniera
più equa possibile, da una parte dando continuità a chi
ha già lavorato bene in passato dimostrando il
proprio valore, e dall’altra offrendo spazio ai progetti
più innovativi. Abbiamo cercato poi di difendere il
principio del pluralismo informativo facendo in modo che
anche gli studenti delle facoltà magistrali potessero
dire la loro con Magyster, e per quanto riguarda le
feste abbiamo diviso le sovvenzioni tra triennali e
magistrali.
A che punto è l’attuazione del
tuo programma?
Fin’ora, in sei mesi, sono stati realizzati tre dei
cinque obiettivi che comparivano sul mio programma.
Innanzitutto, ha preso il via l’ambizioso progetto di
Radio Luiss, oramai avviato con il coinvolgimento e la
partecipazione di tantissimi studenti; ho avuto il
piacere di poter collaborare con diversi rappresentanti,
in particolare Lorenzo Nicolosi che mi ha sempre
appoggiato, per ottenere il prolungamento della sessione
d’esami con un appello straordinario; infine ci siamo
impegnati per migliorare la qualità dei servizi offerti
dall’università, come ad esempio l’aggiornamento del
parco computer e la manutenzione delle aule (supporti
per la scrittura per mancini etc.)
Un ultima domanda, per i
rotocalchi… è vero che la carica di rappresentante
attira le donne?
Assolutamente no! Avere il tempo per le donne…
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Intervista
alla Prof. Rossella Borgia, delegata del Rettore alla
Presidenza della commissione per il diritto allo studio
di Marco Magini (18/12/05)
Professoressa Borgia, qual è il
regolamento alla base della distribuzione dei fondi
destinati al diritto allo studio?
Non c’è nessun regolamento alla base della
distribuzione, poiché sono fondi assegnati dalla regione
Lazio e sono in gran parte fondi vincolati che ci
obbligano a destinare alle borse di studio che vengono
assegnate agli studenti in base a criteri di merito e di
reddito prefissati dalla regione. In realtà la nostra
discrezionalità è praticamente zero, rispondiamo
soltanto della corretta redazione delle graduatorie. Ci
sono poi i contributi non vincolati che possiamo
decidere di destinare ad altri servizi agli studenti
come contributi per l’alloggio, mensa, trasporto. Noi
non abbiamo ancora una residenza universitaria anche se
mi auguro che questa lacuna sia colmata al più presto.
E per quanto riguarda i progetti
presentati dagli studenti? Chi li finanzia e qual è
stato il criterio che ha portato a sceglierne alcuni
piuttosto che altri?
Abbiamo altri fondi, messi a disposizione dalla
Luiss, che siamo incaricati di gestire. Sono fondi
utilizzati in parte per attività culturali, in parte per
il part-time e in parte per il servizio sanitario e la
videoteca. L’Università ci da in ogni caso delle
indicazioni di massima per l’utilizzo.
Quindi sono soldi
dell’Università…
Si, e l’università c’ha dato come criterio direttivo
quello di privilegiare quelle iniziative che fossero
formalmente ben presentate e quello di non creare
duplicazioni. S’era verificato, per quanto riguarda
l’ultima assegnazione di fondi, la presentazione di
progetti per più di dieci giornali, che, per quanto
ognuno abbia il diritto di esprimere le proprie
opinioni, per una università piccola come la nostra mi
pare un po’ eccessivo… poi abbiamo cercato di finanziare
anche attività d’altro tipo come il cineforum e le
feste. Ogni volta che si cambiano i rappresentanti c’è
sempre un po’ do confusione ma alla fine gli studenti
riescono sempre a trovarsi d’accordo e a presentare un
progetto unitario e concordato.
C’è stata polemica da parte di
Liberamente perché l’anno passato gli erano stati
assegnati fondi mentre quest’anno la richiesta è stata
bocciata…
Non abbiamo tolto a Liberamente, abbiamo approvato
un progetto che i rappresentanti delle tre facoltà hanno
assicurato essere stato concertato fra tutti i
rappresentati degli studenti.
I rappresentanti hanno quindi un
peso rilevante…
Certo, noi abbiamo il dovere di credere che essi
siano davvero rappresentanti di quelli che sono gli
interessi generali.
Pensa che il regolamento per
l’attribuzione dei fondi per le attività culturali sia
da cambiare?
Noi l’abbiamo elaborato, sottoposto ed approvato in
sede di commissione e non ha mai creato problemi, ma se
emergesse la richiesta di cambiarlo in un senso o
nell’altro ci sarebbe la nostra piena disponibilità nel
farlo.
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L'affaire CoDiSu...
di Marco Magini e Nello Verde (18/12/05)
L’ultimo numero di Liberamente ha
sollevato il problema dei finanziamenti alle attività
degli studenti: nello specifico s’è soffermato
particolarmente sul mancato finanziamento al loro
progetto e sull’aumento di fondi in favore di 360 gradi.
Abbiamo quindi deciso di svolgere un’inchiesta per fare
luce sulle reali dinamiche che hanno portato a questa
decisione: per una scelta redazionale abbiamo deciso di
privilegiare i fatti alle chiacchiere di corridoio, per
arrivare a comprendere qualcosa attraverso interviste ai
diretti interessati e capire fino in fondo in
funzionamento e la struttura dell’organo.
Non abbiamo né desiderio di rivalsa, né questa vuol
essere una polemica verso niente o nessuno, da parte
nostra c’è solo un desiderio di chiarezza verso un
problema che riguarda tutti gli studenti.
Come spiegatoci dalla Prof. Rossella Borgia presidente
della commissione per il diritto allo studio, s’è fatta
un po’ di confusione tra quello che è la CoDiSu, una
legge regionale i cui fondi sno prevalentemente
vincolati, e i soldi assegnati alle attività proposte
dagli studenti, che sono soldi Luiss la cui destinazione
è decisa, per delega, dalla Commissione per il diritto
allo Studia composta da: il delegato del rettore, tre
docenti e i tre rappresentanti.
Quello che ai nostri occhi appare anomalo è il fatto che
il favore dei rappresentanti degli studenti sia l’unico
mezzo disponibile per far approvare un progetto.
Non ci stiamo scagliando contro l’operato dei
rappresentanti: riteniamo infatti che sia il regolamento
a portare necessariamente a queste dinamiche clientelari
e che la riforma debba partire dal regolamento stesso, e
non da sterili polemiche.
Riteniamo quindi che ci sia stata una grande confusione
sull’argomento: Liberamente ha montato una polemica
eccessiva e deontologicamente scorretta, poiché
argomentata con fatti incompleti e non veri.
Anche dall’altra parte però emerge una certa
incomprensione della materia, speriamo quindi che questa
inchiesta possa fa luce sui fatti e far riflettere sui
toni.
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