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Seventeen Seconds

Di Francesca Cortese

“Seventeen Seconds” è questo il titolo del terzo album in studio dei Cure, ma andiamo con ordine; il 18 maggio del 1980 si suicida Ian Curtis, cantante dei Joy Division, il gruppo che forse più di tutti ha incarnato l'anima di questo nuovo sound il “dark”. Ed è nell’ aprile dello stesso anno vede la luce "Seventeen seconds"dove per la prima volta sono presenti le tastiere, suonate da Matthieu Hartley che si aggiungono a chitarra, basso e batteria. Questo Album è il più fertile capolavoro di morbosa e paranoica visione sanguigna di un amore perverso ma vero e trascendentale. In quel periodo Robert Smith si era profondamente folgorato dall’ascolto di “Unknown Pleasures” dei Joy Division a tal punto che decise che era ora di liberare la sua straziata anima, in modo platonico ma reale, descrivendo tutto ciò che nessuno avrebbe osato mai toccare, diceva… perché avere paura di parlare della morte, infondo ci appartiene anch’essa, e così lo fece in maniera sublime, eclittica e lacerante, il male che uscirà dai pori della pelle echeggiando sulle note di profondi sintetizzatori, tastiere e basso.Lasciati per sempre alle spalle i detriti punk che avevano accompagnato gli esordi, i Cure compongono la loro opera suprema, incentrando l'attenzione sulle melodie. Tutti meravigliosi i brani dell'album, a partire dalla strumentale "A Reflection" e passando per canzoni quali "Play For Today" e "Secrets" che mettono alla luce non solo l'ormai avvenuta maturazione della band ma anche il profondo nichilismo di Smith, che egli cerca in ogni modo di evidenziare con i suoi strumenti.Viaggio extrasensoriale, vita parallelamente intrisa di mistero ed un energia travolgente che tonifica l’animo, Seventeen seconds è un disco che trae ispirazione dalla musica da camera, di cui tenta di ricalcare i suoni eterei, e possiede una cornice evocativa, soffusa, psichedelica nel senso più visionario del termine, decisamente lontana dalla fisicità viscerale del sound dei JD. In“At Night” gli strumenti sono eccellenti, sono come pennelli calibrati e straziati, brano energetico ma tanto ammalato, è la fine, desolazione, dolore, sofferenza, oramai sono penetrati nell’anima. “Seventeen Seconds” daranno la risposta fondamentale, sono la MISURA DI UNA VITA, l’anima in un sogno da incubo esistenziale ma così immenso e vitale.

Track list:

 

1. A Reflection

2. Play for Today

3. Secrets

4. In your House

5. Three

6. The Final Sound

7. A Forest

8. M

9. At Night

10. Seventeen Seconds

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